10 marzo 2025
Il borgo più bello d’Italia? Quello che viene promosso meglio con le PR sui media tradizionali
Peccioli
Qual è il borgo più bello d’Italia? Forse la risposta giusta è: quello che riesce a farsi notare di più. Il 20 aprile, durante il programma Il Kilimangiaro su Rai 3, verrà annunciato il vincitore del Borgo dei Borghi 2025. Nel frattempo, un articolo di Pisa Today (editore Citynews) offre uno spunto interessante: Peccioli, vincitore del titolo nel 2024, è ancora tra i 30 piccoli comuni più cercati su Internet. Un dato che conferma quanto una buona strategia mediatica possa fare la differenza anche nel lungo periodo. Un altro punto di forza è il concetto veicolato, concetto che, in questo particolare periodo storico, è altamente notiziabile. Lo analizziamo nel paragrafo seguente.
Cosa divulgare?
- questo paese della provincia di Pisa è un esempio di capacità di visione dell’amministrazione comunale e dei suoi cittadini: per evitare una situazione di degrado a causa della discarica presente nel 1988, il “Comune di Peccioli ritenne indispensabile procedere a un intervento sull’esistente con un progetto di risanamento che permise di bonificare il sito e servire le esigenze del territorio” (fonte: https://belvedere.peccioli.net/azienda/). Nasce, quindi, un modello circolare basato su un impianto di trattamento meccanico-biologico in un periodo, fine anni Ottanta e successivi Novanta, in cui il concetto di green economy non aveva ancora fatto capolino nell’agenda dei media.
- la discarica di Peccioli non è solo una discarica ecologica, ma un vero e proprio centro polifunzionale in cui l’arte contemporanea riveste un ruolo fondamentale: a testimoniare questo riuscito connubio sono le “Presenze”, le sculture giganti di Naturaliter srl alte dai 5 ai 9 metri in polistirene e poliuretano espanso rivestite di fibre di cemento resistente agli agenti esterni (il progetto è nato nel 2009). Poi, nel 2016 “è stata inaugurata la colorata e divertente galleria del vento, realizzata dall’artista Sergio Staino e dal figlio Michele. L’opera si compone di dieci immagini riprodotte su pannelli di policarbonato che arricchiscono i circa 8000 metri quadrati dell’impianto di trattamento meccanico e biologico" (fonte https://belvedere.peccioli.net/green-economy/). Questo centro, dove vengono organizzate visite guidate all’impianto, sfilate, concerti e congressi, da tempo è diventato parte integrante della vita sociale del territorio.
- la promozione sui media ha veicolato un modello di comunità virtuosa in cui il rifiuto crea positive ricadute sulla collettività (i cittadini sono direttamente coinvolti tramite una società pubblico – privata): la discarica di Peccioli, definita anche “l’anti terra dei fuochi” rappresenta il passaggio da una filosofia che, in Italia, purtroppo, è ancora presente, la sindrome N.I.M.B.Y (“not in my back yard”, “non nel mio cortile”) a una filosofia P.I.M.B.Y (“please in my back yard”, “prego, nel mio cortile”).
- Già negli anni Novanta i giornalisti della stampa e delle televisioni locali iniziarono a trattare di questa discarica virtuosa. Inoltre, il “Sistema Peccioli” è stato studiato da università italiane e straniere, facendo da ulteriore cassa di risonanza.
- per 21 anni consecutivi il paese si è confermato Bandiera Arancione del Touring Club Italiano
- nel 2021 ha presenziato al Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia come esempio di comunità resiliente
- nel 2024 diventa “Borgo dei Borghi”
In quali media divulgare?
Poi c’è stato un salto di qualità, che possiamo riassumere in tre punti:
Se il riconoscimento del TCI e la Biennale rappresentano un volano per la divulgazione di Peccioli sulle testate nazionali generaliste e su quelle di settore (ambiente e arte), sarà grazie alla trasmissione Il Kilimangiaro di Rai3 se il borgo toscano conquista non solo l’attenzione degli addetti ai lavori, ma anche del pubblico mainstream. Nel 2024, subito dopo la proclamazione, Peccioli registra un aumento del numero dei turisti che, fortunatamente, al contrario di Roccaraso, non è degenerato in overtourism.
PR tradizionali e PR digitali: esploriamo le dinamiche
Confrontiamo adesso queste due località con uno schema esplicativo.
Peccioli
- Pr su media tradizionali: passaggio dalla tv alle testate nazionali e locali cartacee e web
- “Il Borgo dei Borghi” della trasmissione Il Kilimangiaro su Rai3” è un brand autorevole per promuovere il turismo nei paesi piccoli
- il turismo a Peccioli non degenera in overtourism che impatta negativamente sul territorio
Roccaraso
- dalle digital pr alle pr su media tradizionali (tv, testate nazionali e locali cartacee e web)
- spesso l’influencer che fa PR di una località non gode di autorevolezza (possono verificarsi delle dinamiche poco ortodosse nella promozione)
- il turismo a Roccaraso è degenerato in overtourism che ha impattato negativamente sul territorio
Da questo confronto potrai notare che le PR su media tradizionali autorevoli come stampa, radio e tv, che godono ancora adesso di ottima salute, con il relativo passaggio dall’uno all’altro come nel caso del paese toscano, sono una strategia vincente per promuovere la tua località.
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A presto,
Francesca Caon